LITURGIA

Tempo liturgico

Le parole della Liturgia

Il tempo ordinario o «per annum» abbraccia le settimane che vanno dal Battesimo del Signore alla Quaresima e quelle che seguono la solennità di Pentecoste e giungono fino all’inizio dell’Avvento.
Questo tempo è ritmato dalla domenica e ci introduce in modo speciale nel mistero della Chiesa, che è nata nel giorno di Pentecoste e si costruisce laboriosamente nella nostra storia.
La domenica è la piccola Pasqua settimanale, come la Pasqua è la grande domenica annuale. La domenica è il giorno in cui si celebra la vittoria pasquale di Gesù ed i fedeli si stringono intorno al Signore Risorto per ascoltare la sua Parola e celebrare la sua Eucaristia.
Il colore di questo tempo liturgico è il verde.



IL BATTESIMO


Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo:
•  siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, Diventiamo membra di Cristo,
•  siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione.
 
Può definirsi: «Il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l’acqua e la Parola». Lo si chiama Battesimo dal rito centrale con il quale è compiuto: battezzare (baptizein in greco) significa tuffare, immergere; l’immersione nell’acqua significa l’immersione del catecumeno nella morte di Cristo, dalla quale risorge con lui, quale nuova creatura (2 Cor 5, 17; Gal 6, 15).

È anche chiamato il «lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3, 5), poiché significa e realizza quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno «può entrare nel Regno di Dio» (Gv 3, 5). «Questo lavacro è chiamato illuminazione, perché coloro che ricevono questo insegnamento [catechetico] vengono illuminati...». Poiché nel Battesimo ha ricevuto il Verbo, «la luce vera... che illumina ogni uomo» (Gv 1, 9), il battezzato, «dopo essere stato illuminato» (Eb 10, 32) è divenuto «figlio della luce» (1 TS 5, 5), e «luce» egli stesso (Ef 5, 8): «Il Battesimo è il più bello e magnifico dei doni di Dio... Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d'immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ciò che vi è di più prezioso.

•  Dono, poiché è dato a coloro che non portano nulla;
•  Grazia, perché viene elargito anche ai colpevoli;
•  Battesimo, perché il peccato viene seppellito nell'acqua;
•  Unzione, perché è sacro e regale (tali sono coloro che vengono unti);
•  Illuminazione, perché è luce sfolgorante;
•  Veste, perché copre la nostra vergogna;
•  Lavacro, perché ci lava;
•  Sigillo, perché ci custodisce ed è il segno della signoria di Dio». (...)
           
 
Il Battesimo di Cristo

Tutte le prefigurazioni dell’antica Alleanza trovano la loro realizzazione in Gesù Cristo. Egli dà inizio alla sua vita pubblica dopo essersi fatto battezzare da Giovanni Battista nel Giordano (Cf Mt 3,13) e, dopo la sua Risurrezione, affida agli Apostoli questa missione: «Andate dunque e ammaestrate tutte le trazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28 19 20).
Il Battesimo di Giovanni era destinato ai peccatori; Gesù Cristo si sottopose volontariamente a questo rito penitenziale per compiere ogni giustizia sottoponendosi totalmente alla volontà del Padre che culminerà nella sua morte per la remissione dei peccati (Cf Mt 3,15). Egli si lascia annoverare tra i peccatori inaugurando la sua missione di servo sofferente (Cf Is 53,12); egli è già «l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29); già anticipa il battesimo della sua morte cruenta. Questo gesto di Gesù è una manifestazione del suo annientamento. Lo Spirito che si librava sulle acque della prima creazione, scende ora su Cristo, come preludio della nuova creazione, e il Padre manifesta Gesù come il suo «Figlio prediletto» (Mt 3,15. Questo stesso Spirito rimane su di lui ed egli ne sarà la sorgente per tutta l’umanità. I cieli che erano stati chiusi con il peccato di Adamo, si aprirono (Mt 3,16).

Cristo con la sua Pasqua ha aperto a tutti gli uomini le fonti del Battesimo. Egli, infatti, aveva già parlato della Passione, che avrebbe subito a Gerusalemme, come di un Battesimo con il quale doveva essere battezzato (Cf Mc 10,38; Lc 12,50). Il Sangue e l’acqua sgorgati dal fianco trafitto di Gesù Crocifisso (Cf Gv 19,34) sono segni del Battesimo e dell'Eucaristia, sacramenti della vita nuova: da quel momento è possibile «nascere dall'acqua e dallo Spirito» per entrare nel Regno dei cieli (Cf Gv 3,5). «Considera, quando sei battezzato, donde viene il Battesimo, se non dalla croce di Cristo, dalla morte di Cristo… Tutto il mistero sta nel fatto che egli ha patito per te. In lui tu sei redento, in lui tu sei salvato».

 
Il Battesimo nella Chiesa
 
«Inviata da Dio alle genti per essere sacramento universale di salvezza». la Chiesa dal giorno della Pentecoste ha celebrato e amministrato il santo Battesimo. Infatti san Pietro, alla folla sconvolta dalla sua predicazione, dichiara: «Pentitevi, e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo» (At 2, 3-8). Gli Apostoli e i loro collaboratori offrono il Battesimo a chiunque crede in Gesù: giudei, timorati di Dio, pagani. Il Battesimo appare sempre legato alla fede: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia», dichiara san Paolo al suo carceriere a Filippi. Il racconto continua: «Subito [il carceriere] si fece battezzare con tutti i suoi» (At 16, 31 33).

Secondo l’apostolo san Paolo, mediante il Battesimo, il credente comunica alla morte di Cristo; con lui è sepolto e con lui risuscita: «Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme con lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche, noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,34).

I battezzati si sono «rivestiti di Cristo» (Gal 3, 27). Mediante l’azione dello Spirito Santo, il Battesimo è un lavacro che purifica, santifica e giustifica (Cf 1Cor 6,1l; 12,13).
Con il battesimo, il cristiano è sacramentalmente assimilato a Cristo, il quale con il suo battesimo anticipa la sua morte e la sua risurrezione; il cristiano deve entrare in questo mistero di abbassamento e di pentimento, discendere nell’acqua con Gesù per risalire con lui, rinascere dall’acqua e dallo Spirito per divenire nel Figlio, figlio amato dal Padre e «camminare in una vita nuova» (Rm 6,4): «Scendiamo nella tomba insieme con Cristo per mezzo del Battesimo, in modo da poter anche risorgere insieme con lui; scendiamo con lui per poter risalire anche con lui; risaliamo con lui, per poter essere glorificati con lui. Tutto ciò che è avvenuto in Cristo ci fa comprendere che, dopo l’immersione nell’acqua, lo Spirito santo vola su di noi dall'alto del cielo e che, adottati dalla Voce del padre, diventiamo figli di Dio».
Il Battesimo è quindi un bagno d’acqua nel quale «il seme incorruttibile» della Parola di Dio produce il suo effetto vivificante. S. Agostino dirà del Battesimo: «Si unisce la parola all’elemento e nasce il sacramento».

 
Necessità del Battesimo

Il Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza (Cf Gv 3,5). Per questo ha comandato ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutte le nazioni (Cf Mt 28, 19 20).
Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento (Cf Mc 16,16). La Chiesa non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione ricevuta dal Signore di far rinascere «dall'acqua e dallo Spirito» tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti. (...)




Renato D’Andrea, Il Battesimo, in Famiglia Domenicana, n. 13.