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Ecco una breve
panoramica sui principali termini usati nella Liturgia.
A
cura del
Gruppo
Ministranti "San Luigi Gonzaga"
A
B C D E
I L M N
O P Q R
S T U V
A
Abiti liturgici
La pianeta, una lunga mantella senza maniche, è il paramento principale
per la celebrazione della Messa; al collo viene drappeggiata una stretta
banda detta stola. Pianeta e stola hanno diverso colore, in conformità
dell'occasione del calendario liturgico o della festa celebrata. Sotto
stola e pianeta si indossa il camice o alba, un indumento bianco, non
ampio, lungo fino ai piedi, stretto in vita con una cintura, detta
cingolo. La veste esterna del diacono è invece la dalmatica, dello stesso
colore della pianeta del celebrante.
Negli anni Settanta è invalso l'uso di indossare una stola-camice, lunga
tunica bianca senza cintura, sulla quale si indossa la stola dei colori
prescritti dalla festa o dal periodo liturgico.
Abside (dal greco apsis,
"cerchio", "arco" o "volta") Nella struttura di un edificio, proiezione
generalmente a pianta semicircolare o poligonale delle pareti verso
l'esterno, con il tetto a volta.
Acclamazione al Vangelo
Espressione di gioia che si esprime con il canto dell’ alleluia(eccetto
durante la Quaresima , nel cui periodo viene sostituito da un altro
versetto).
Accolito Presso alcune chiese
cristiane, un laico che assiste il clero nelle funzioni religiose,
svolgendo compiti di modesta importanza. Gli accoliti possono essere
adulti o ragazzi, detti chierichetti. Nella Chiesa cattolica, il termine
si applica anche a un ufficio ecclesiastico mediante il quale si riceve
ufficialmente il compito di assistere il diacono e il sacerdote. Questo
ministero faceva parte degli ordini minori, fino alla loro eliminazione
nel 1972 da parte di papa Paolo VI.
Acqua Battesimale E' l’acqua
che viene ordinariamente benedetta il Sabato Santo e serve nell’
amministrazione del battesimo.
Acqua Benedetta Viene
benedetta dai sacerdoti in una messa della domenica e in ricordo del
battesimo; serve a benedire persone e oggetti e a segnarsi con il segno
della croce.
Alleluia Il termine, derivato
dall'ebraico halleluyah, "lodate il Signore", indica un'interiezione usata
negli inni e nella liturgia della Chiesa ortodossa, della Chiesa cattolica
e della Chiesa anglicana.
Altare Superficie o struttura
sulla quale viene offerto un sacrificio religioso. Sebbene il termine
indichi talvolta un centro di rito religioso, o di culto degli dei, e in
numerose società non alfabetizzate i sacrifici vengano offerti senza
altare, altare e sacrificio vengono generalmente associati alla storia
religiosa dell'umanità.
Amen (significa “così sia”)
E' l’assenso che il singolo fedele o l’assemblea pronunzia a conclusione
di una preghiera.
Amitto E' un largo quadrato
di stoffa bianca , munito di fettucce o nastri che i ministri pongono
sulle spalle e avvolgono attorno al collo prima di indossare il camice, in
maniera da salvaguardare dal sudore i paramenti.
Ampolline Sono due piccoli
vasetti che contengono l’uno il vino e l’altro l’acqua, necessari per la
celebrazione della Messa.
Anno liturgico E' il ciclo
dei dodici mesi nei quali la chiesa mantiene vivi i Sacri Misteri, le
feste e le memorie nella mente dei fedeli. Si divide in : AVVENTO- NATALE-
QUARESIMA- PASQUA TEMPO ORDINARIO.
Assoluzione Termine della
teologia cristiana che indica l'atto con cui il sacerdote, quale ministro
di Dio, concede al penitente, al termine della penitenza sacramentale, la
remissione dei peccati. Fondata scritturalmente per la Chiesa cattolica e
le Chiese ortodosse, l'assoluzione è parte anche del rito anglicano, che
tuttavia non considera la penitenza un sacramento istituito da Cristo. La
maggior parte delle confessioni protestanti non ritiene la penitenza un
sacramento e non riconosce pertanto la necessità di un'assoluzione
sacramentale; i protestanti concepiscono l'assoluzione come la remissione
dei peccati commessi dal peccatore contrito, ottenuta mediante
l'ammissione personale e immediata delle proprie trasgressioni seguita da
un'umile richiesta del perdono divino. Benché il termine "assoluzione" sia
esclusivamente cristiano, la pratica di implorare penitenzialmente il
perdono della divinità per le colpe personali è comune a quasi ogni
religione.
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B
Baldacchino
Struttura decorativa composta di un drappo di stoffa preziosa sostenuto ai
quattro angoli da lunghe aste, in uso in Oriente fin dall'antichità a
protezione del simulacro di una divinità, e diffusa nel mondo greco-romano
come segno della presenza di un'autorità politico-religiosa. Il termine
deriva dal nome di una seta importata da Baghdad intorno all'XI secolo,
usata per realizzare coperture mobili o fisse dei seggi dei vescovi, degli
altari, dei pulpiti e in generale delle aree ove veniva officiato il
culto, per proteggere e distinguere i sacerdoti. Adottato nei secoli da
principi e monarchi per impreziosire il trono, il baldacchino viene
tuttora utilizzato dal papa e dalle autorità ecclesiastiche durante le
processioni e nelle grandi assemblee all'aperto. Una versione domestica di
baldacchino è quella in uso dal Medioevo come copertura aerea del letto,
più o meno arricchita di stoffe e veli che cadono ai lati.
Basilica
Nell'antica Roma, ampio edificio pubblico a pianta rettangolare; il
termine passò poi a designare nel periodo paleocristiano tutte le chiese
che presentavano elementi strutturali caratteristici della basilica
romana.
Battesimo
Termine derivato dal greco baptízein, "immergere", che nell'ambito della
religione cristiana indica il rito di iniziazione celebrato con l'acqua,
generalmente in nome della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo) o nel
nome di Cristo. Le Chiese ortodosse e la Chiesa battista praticano il
battesimo per immersione totale, mentre presso altre Chiese sono più
comuni l'affusione (versare l'acqua) o l'aspersione. Numerose Chiese
considerano il battesimo un sacramento, un dono della Grazia; altre lo
percepiscono semplicemente come un rito ordinato da Gesù.
Battistero
Nelle chiese cristiane, un edificio separato, o un'area all'interno della
chiesa, nel quale si svolge il rito del battesimo. A partire dal IV
secolo, durante il regno dell'imperatore romano Costantino I, ne furono
edificati diversi di grandi dimensioni; dedicati di solito a san Giovanni
Battista, erano a pianta circolare o poligonale. La zona centrale era
generalmente sovrastata da una cupola in muratura o legno, sotto la quale
si trovava il fonte battesimale, circondato da colonne; gli spazi fra le
colonne erano chiusi da tende allo scopo di impedire agli astanti,
raccolti nel deambulatorio oltre le colonne, di assistere al sacramento
che avveniva tramite immersione completa. Quando il rito dell'immersione
fu sostituito dall'aspersione, costruzioni di così grandi dimensioni
divennero superflue.
Benedizione Invocazione formale del favore divino su persone o cose.
Benedizioni sono menzionate frequentemente nell'Antico Testamento: la
benedizione di Isacco (Genesi 27), degli israeliti da parte di Aronne e
dei suoi figli (Numeri 6:22-26), di oggetti come il cibo (1 Samuele 9:13)
ecc. Dispensate nel culto sin dall'epoca biblica, le benedizioni formano
inoltre una parte importante delle cerimonie delle Chiese cristiane. Nella
Chiesa cattolica, la forma più solenne di benedizione è quella del
Santissimo Sacramento, un rito eucaristico durante il quale un sacerdote o
un vescovo fa il segno della croce sui fedeli con un ostensorio contenente
l'ostia consacrata; questo rito deriva dal costume del XIV secolo di
esporre l'ostia per l'adorazione pubblica.
Benedizioni meno solenni vengono impartite facendo il segno della croce
con la mano destra e invocando la benedizione della Trinità. Il rito
cattolico contiene benedizioni per molti oggetti, dagli strumenti di
devozione, come le corone del rosario, agli oggetti quotidiani e alle
abitazioni.
Breviario,
vedi ufficio divino.
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C
Camice,
vedi abiti liturgici.
Campanile
Torre campanaria a pianta circolare o poligonale, talvolta abbellita da
diversi ordini di archetti ciechi e finestre (monofore, bifore, trifore,
quadrifore); il campanile può essere incorporato nella struttura della
chiesa o sorgere autonomo. Destinato a ospitare le campane che chiamano i
fedeli alla preghiera, ha sempre avuto anche un significato civile:
durante il Rinascimento, ad esempio, assurse in Italia a simbolo
dell'orgoglio civico.
Cappella
Edificio destinato al culto cristiano, che può essere autonomo, annesso a
una chiesa o contenuto al suo interno, oppure formare parte di un
complesso di strutture, come avviene in un monastero, un collegio o un
palazzo reale (Cappella palatina). Il termine deriva dal tardo latino
cappella ("piccolo mantello"), diminutivo di cappa ("mantello"), ed era il
nome dato al santuario in cui nell'Alto Medioevo i re dei franchi avevano
collocato la cappa di san Martino, vescovo di Tours e patrono di Francia.
In seguito il termine fu applicato a ogni santuario che contenesse sacre
reliquie, e il sacerdote incaricato del santuario fu detto cappellanus,
cappellano. La parola assunse poi l'attuale, più ampio significato.
Chierichetti,
vedi accolito.
Chiesa
La comunità dei credenti in Gesù Cristo e il movimento storico che,
derivato dalla sua vita e dal suo ministero, è giunto fino a oggi. I
cristiani ritengono la Chiesa istituita per volere divino e sostenuta
perennemente dalla presenza costante dello Spirito Santo.
Nel Nuovo Testamento (vedi Bibbia) la parola greca che indica la Chiesa è
ekklesia, che significa "i chiamati", cioè i chiamati da Dio a
formare una comunità nuova, fraterna e pervasa dalla grazia di Cristo.
Cingolo
E' un lungo cordone che quando è necessario, stringe ai fianchi il camice
Compieta,
vedi ufficio divino
Comunione,vedi
Eucaristia
Consacrazione
Atto con cui una persona o un oggetto vengono solennemente dedicati o
riservati al servizio di Dio. Nella tradizione cristiana il termine
"consacrazione" indica: 1) l'ordinazione dei vescovi e la benedizione di
abati e badesse; 2) l'imposizione del carattere sacramentale alle materie
eucaristiche, pane e vino, tramite vari riti, in particolare con le parole
dell'istituzione nella Chiesa cattolica, nella Chiesa anglicana e in altre
Chiese protestanti e con l'invocazione dello Spirito Santo nella Chiesa
ortodossa orientale; 3) la dedicazione delle Chiese; 4) la consacrazione
di altari, calici e patene da parte del vescovo con l'uso a volte del
crisma, l'olio santo.
Croce
Antico simbolo presente in molte culture ma associato in modo particolare
alla religione cristiana.
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D
Diacono
Nel cristianesimo, uno degli uffici più antichi del ministero ordinato. In
tre passi neotestamentari (Filippesi 1:1; 1 Timoteo 3:8,12) i diaconi (dal
greco, diákonos, "servitore") compaiono in stretto collegamento con i
vescovi. Con l'affermazione del diaconato nella Chiesa antica, il diacono
divenne assistente del vescovo, responsabile soltanto davanti a lui e da
questi ordinato; il diacono incarna o rappresenta il ministero di servizio
di Cristo.
Secondo la tradizione, il diaconato ebbe inizio quando sette uomini furono
ordinati dagli apostoli perché servissero a tavola (Atti degli Apostoli
6:1-7). Seguendo questa tradizione, il numero dei diaconi che assistevano
un vescovo fu a lungo limitato a sette; a Roma i sette diaconi si
occupavano delle proprietà della diocesi ed esercitavano un potere
notevole. Nel Medioevo, tuttavia, il diaconato perse questa funzione e
questa preminenza, divenendo solo uno degli ordini maggiori, un gradino
sulla via del sacerdozio.
Nella tradizione cattolica, le funzioni liturgiche del diacono comprendono
l'aiuto o il servizio al celebrante. L'atto liturgico posto principalmente
in relazione con il diacono è la lettura del Vangelo durante la
celebrazione dell'Eucaristia.
Diocesi
Nelle Chiese cristiane, il territorio soggetto alla giurisdizione
ecclesiastica di un vescovo. In origine, a seguito della riforma
istituzionale dell'impero romano di Diocleziano, il termine diocesi (dal
greco, dioìkesis, "amministrazione") indicava le più estese ripartizioni
politiche, a loro volta divise in diverse province, o eparchìe. Attorno
alla metà del V secolo le diocesi dell'impero erano: Asia, Ponto, Oriente,
Tracia, Macedonia, Dacia, Illiria, Italia, Africa, Gallia, Spagna e
Britannia. Il governo della Chiesa, nell'ordinamento costantiniano, adottò
questa divisione e il termine "diocesi", come altri termini tratti
dall'amministrazione imperiale, entrò nella terminologia ecclesiastica.
Dapprima riferito a una serie di Chiese metropolitane, o province
(parrocchie), ciascuna sotto la cura di un arcivescovo, venne poi
circoscritto a una singola area metropolitana (o provincia) e passò poi a
indicare la giurisdizione locale di ogni vescovo.
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E
Eucaristia
Uno dei sacramenti delle Chiese cristiane, celebrato da un ministro
ordinato che consacra e distribuisce il pane e il vino obbedendo alla
volontà di Gesù: "Fate questo in memoria di me". Nelle Chiese cattolica,
ortodossa, anglicana, luterana e in molte altre Chiese protestanti è
considerata un sacramento. I battisti e altri la ritengono
un'"istituzione", sottolineando l'obbedienza a una prescrizione.
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I
Indulgenza
Nella religione cattolica, la remissione totale o parziale dinanzi a Dio
dei peccati di un fedele, vivo o defunto, concessa, come forma
straordinaria di intercessione, dall'autorità ecclesiastica.
Nella Chiesa antica sacerdoti e vescovi imponevano severe pratiche
penitenziali ai colpevoli di peccati gravi: digiuni, pellegrinaggi,
flagellazioni e altre punizioni di maggiore o minore entità per un periodo
di tempo determinato. Le autorità della Chiesa, col tempo, le sostituirono
con opere di devozione (come preghiere e offerte) accompagnate da
indulgenze.
Solo nel XII secolo la riflessione teologica si concentrò sulla questione
delle indulgenze: in principio si verificò qualche opposizione alla
pratica, ma verso la fine del secolo l'atteggiamento dei teologi divenne
gradualmente più favorevole, mentre la concessione delle indulgenze
divenne prerogativa del papa. Nel corso del Medioevo e in età umanistica
si verificarono abusi nella concessione delle indulgenze: la loro vendita,
in virtù della quale i benefici spirituali venivano ottenuti
automaticamente, spinse Martin Lutero a spezzare i legami con la gerarchia
cattolica, innescando la Riforma protestante.
La Chiesa cattolica concede ancora indulgenze, benché se ne sia
semplificata la pratica sin dal 1967, con l'introduzione di riforme che
limitano le occasioni in cui ottenere indulgenze e riducono i periodi
corrispondenti.
Incenso
Denominazione attribuita a vari tipi di essudati vegetali (Vedi gomma e
resine naturali) contenenti oli volatili, che bruciando liberano nell'aria
un intenso profumo. Generalmente l'incenso è costituito da una miscela di
ingredienti, che possono comprendere olibano, storace, benzoino, corteccia
di cascarilla, balsamo, cannella, mirra, legno di sandalo e muschio. Fin
dall'antichità bruciare incenso è un rito tipico delle cerimonie
religiose, e in particolare di quelle sacrificali, come si può osservare
in una tavoletta del 1530 a.C., collocata sulla Sfinge di El-Giza in
Egitto. L'incenso di olibano, prodotto in alcuni paesi orientali,
anticamente veniva utilizzato anche nelle procedure di imbalsamazione. Un
altro tipo di incenso viene ricavato da diverse varietà arboree,
originarie delle regioni nordorientali dell'Africa e del Medio Oriente.
Prima di essere bruciato, l'incenso deve essere indurito e trasformato in
un materiale giallognolo e opaco. Dalla corteccia del peccio si ricava un
tipo di incenso, dalla lavorazione del quale si ottiene la cosiddetta
"pece di Borgogna", utilizzata un tempo in medicina come cataplasma.
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L
Lodi,
vedi ufficio divino
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M
Messale
Libro di preghiere che contiene quanto viene recitato o cantato nella
Messa. Con il diffondersi della Messa privata, nella quale il sacerdote
recitava integralmente la liturgia, se ne raccolsero gradualmente le parti
in un unico libro. Per garantire uniformità il concilio di Trento nel XVI
secolo pubblicò un'unica liturgia, il messale romano, e ordinò che venisse
usato da tutte le chiese cattoliche che possedessero una liturgia propria
da almeno due secoli. Da allora il messale romano venne rivisto tre volte:
sotto i papi Clemente VIII nel 1604, Urbano VIII, nel 1634, e Leone XIII,
nel 1884. Nel 1969 cominciò una quarta revisione di cui sono state
pubblicate traduzioni in diverse lingue.
In breve, il contenuto del messale romano è il seguente: il calendario,
che illustra l'anno, le sue parti, e il modo in cui fissare i giorni delle
feste mobili; le Rubricae generales Missalis, che elencano i vari
tipi di Messe, le loro norme e i riti; la Praeparatio ad Missam e
la Gratiarum actio post Missam, che contengono devozioni da
recitare prima e dopo la Messa; il Proprium Missarum de tempore, la
parte principale del messale, che contiene la liturgia e i riti delle
singole domeniche e delle feste; il Proprium Sanctorum, che
fornisce dettagli per le feste dei santi e per le Messe dedicatorie e
votive. Molti messali contengono anche un'appendice su Messe e santi
locali.
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N
Natale
Festa che ricorda la nascita di Gesù di Nazareth, celebrata in Occidente,
dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese protestanti, il 25 dicembre, e dalle
Chiese ortodosse il 6 gennaio, giorno in cui le Chiese occidentali
celebrano invece la solennità dell'Epifania. Le due date sono del resto
connesse fin dalle origini di questa festività che, pur considerata dal
calendario liturgico di importanza inferiore soltanto alla Pasqua, si
affermò non prima del IV secolo, sovrapponendosi a rituali pagani.
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O
Omelia
Discorso che illustra il significato letterale e morale di uno o più passi
della Bibbia. L'usanza di leggere la Scrittura durante le cerimonie
religiose pubbliche e di spiegarne l'insegnamento con un linguaggio
semplice e piano si diffuse tra gli ebrei già nei tempi antichi e fu
adottato dalle Chiese cristiane antiche. In passato le raccolte di omelie
erano largamente diffuse: una porzione significativa della letteratura
medievale ha carattere omiletico.
Ordinazione
Cerimonia liturgica in cui un membro di una comunità cristiana viene
ammesso a un ministero ecclesiastico; riguarda sacerdoti o presbiteri,
vescovi (per i quali si usa il termine "consacrazione") e diaconi.
L'elemento centrale dell'ordinazione, comune a tutte le confessioni, è
l'imposizione delle mani accompagnata da determinate preghiere, secondo la
pratica neotestamentaria (Atti 6:1-6 e 13:1-3). L'ordine sacro differisce
in alcuni dettagli nelle diverse confessioni. Ad esempio, durante la
cerimonia di ordinazione cattolica il vescovo e tutti i sacerdoti presenti
impongono le mani sull'ordinando (a significare che è la totalità della
Chiesa che ordina), mentre in un'ordinazione battista impongono le mani
sia membri del clero sia rappresentanti del laicato (indicando la funzione
dei laici nella scelta dei ministri).La cerimonia di conferimento
dell'ordine sacro è sempre stata parte della vita cristiana. Le prime
ordinazioni avvennero quando Gesù scelse i discepoli all'inizio della
propria missione (Marco 1:16-20) e nel giorno di Pentecoste (Atti 2),
sebbene talvolta l'origine sia ricondotta all'Antico Testamento.
Organo
Strumento a tastiera nel quale l'aria soffiata da un mantice viene
sospinta in canne intonate ad altezze diverse per produrre il suono. Le
canne possono essere semplici o dotate di ancia. Accompagna il canto
dell’assemblea nelle celebrazioni liturgiche.
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P
Pasqua di
Resurrezione
Ricorrenza annuale del calendario cristiano che commemora la resurrezione
di Gesù Cristo. Pasqua è una "festa mobile", dal momento che viene
celebrata una domenica compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile. Le date di
numerose altre feste religiose, che possono variare dalla domenica di
Settuagesima (la IX domenica prima di Pasqua) alla prima di Avvento,
vengono fissate in base alla data di Pasqua.
Legate alla celebrazione di Pasqua sono la Quaresima, periodo penitenziale
di 40 giorni che comincia il Mercoledì delle Ceneri e termina il Giovedì
Santo, la Settimana Santa, che inizia con la Domenica delle Palme,
comprende il Venerdì Santo, giorno della crocifissione, e termina con
Pasqua, e l'Ottava di Pasqua, che è costituita dagli otto giorni che
seguono la domenica di Pasqua.
Pastorale
E' un bastone alto e con il manico ricurvo, che il vescovo porta nella
mano sinistra durante le cerimonie solenni. Come la mitra e l'anello,
anche il bastone è un'insegna dell'autorità vescovile, e simboleggia
l'autorità del vescovo, pastore del gregge di Cristo.
Pentecoste Nel cristianesimo, la festa celebrata la settima domenica dopo
Pasqua, per commemorare la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli
riuniti nel cenacolo durante la celebrazione della festa ebraica di
rinnovamento dell'Alleanza, Shabuoth (Atti 2:1-4). Per la Chiesa antica
costituiva l'occasione in cui si amministrava il battesimo.
Presbìtero
Titolo conferito ai membri officianti di alcune chiese cristiane. Il
termine, derivato dal greco presbýteros, "anziano", ha diversi
significati: nell'Antico Testamento, un presbitero, normalmente il maschio
più anziano della comunità, era il capo della famiglia o della tribù.
Nell'antica Israele i presbiteri erano funzionari del governo civile e
religioso e rappresentavano i membri laici del Sinedrio. Nella Chiesa
antica, i presbiteri ricoprivano incarichi amministrativi nelle comunità
locali e cooperavano con diaconi e vescovi. Il termine è usato da alcune
moderne chiese protestanti, particolarmente dai mormoni della Chiesa di
Gesù Cristo dei Santi dell'Ultimo Giorno.
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Q
Quaresima
Periodo di digiuno e penitenza osservato tradizionalmente dai cristiani in
preparazione della Pasqua. Nel IV secolo la durata del digiuno
quaresimale, nel quale si mangia frugalmente, venne fissata in quaranta
giorni. Nelle Chiese orientali, che considerano giorni festivi sia la
domenica sia il sabato, il periodo della quaresima è di otto settimane
prima di Pasqua; nelle Chiese occidentali, che considerano giorno festivo
solo la domenica, il periodo di quaranta giorni incomincia con il
mercoledì delle Ceneri e dura, con l'esclusione delle domeniche, fino al
giorno prima di Pasqua. Digiuno e mortificazioni ricevono un'attenzione
diversa nelle Chiese protestanti che pongono l'accento sulla penitenza. La
Chiesa cattolica ha attenuato le sue norme sul digiuno: in base a una
costituzione del febbraio 1966, l'astinenza dalle carni è obbligatoria i
venerdì di Quaresima, il digiuno il mercoledì delle Ceneri e il Venerdì
Santo. La diocesi ambrosiana ha un calendario quaresimale diverso.
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R
Reliquia
E' il corpo intero o parte o frammento del corpo di un santo o di un
beato, il cui culto è autorizzato dalla Chiesa.
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S
Settimana
Santa
Nell'anno liturgico cristiano, la settimana che precede la Pasqua.
Comincia con la domenica delle Palme; nel corso di questa settimana
vengono officiati riti solenni che celebrano la passione, la morte e la
resurrezione di Gesù Cristo. L'istituzione dell'Eucaristia è al centro dei
riti del Giovedì Santo; letture bibliche, preghiere e venerazione della
croce in memoria della crocifissione caratterizzano il Venerdì Santo;
durante il sabato santo si ricorda Cristo nel sepolcro; le funzioni della
sera danno inizio alla celebrazione pasquale della resurrezione. La
settimana santa è detta da cattolici e ortodossi anche "grande settimana"
perché commemora le grandi opere di Dio in favore dell'umanità.
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T
Tabernacolo
Nell'Antico Testamento, tenda eretta da Mosè, nella quale gli israeliti
portarono l'Arca dell'Alleanza durante le peregrinazioni nel deserto (vedi
Esodo 25-31, 35-40). Secondo 1 Samuele 3:3 la tenda fu poi sostituita da
un edificio costruito a Silo (vicino a Gerusalemme) prima dell'epoca di
Davide e denominato "luogo sacro" o sancta sanctorum. Nella Chiesa
cattolica e nella Chiesa ortodossa, è chiamato "tabernacolo" il
ricettacolo contenente gli elementi consacrati dell'Eucaristia.
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U
Ufficio Divino
Serie di preghiere a carattere non sacramentale da cantare o recitare a
determinate ore del giorno, destinate a santificare particolari momenti
della giornata. La serie delle "Ore" si tenne regolarmente nelle
cattedrali e nei monasteri a partire dal IV secolo. In origine venivano
utilizzati il libro dei Salmi, letture o "lezioni" tratte dalla Bibbia e
raccolte di inni e preghiere. Nel XIII secolo le Ore furono raccolte in un
volume detto "Breviario", utilizzato privatamente dai monaci e dal clero.
La recita dell'Ufficio Divino (dal latino officium divinum, "dovere
divino") per la Chiesa cattolica è obbligatoria per i sacerdoti e per
alcuni ordini femminili dal 1918. Il concilio vaticano II promosse una
revisione del Breviario mutandone il nome in "Liturgia delle Ore".
L'Ufficio completo consiste di nove Ore. La vigilia, celebrata verso
mezzanotte, sopravvive in rari monasteri; si celebra, ad esempio, alla
vigilia di Pasqua; il mattutino è invece un lungo ufficio di salmi e
letture celebrato all'alba. Il concilio vaticano II lo ha semplificato,
denominandolo "Ufficio della Lettura" e autorizzandone la celebrazione in
qualsiasi periodo della giornata; le Lodi, che seguono il mattutino, sono
formate da tre o quattro salmi e da una lettura seguita da un cantico
biblico. La prima delle quattro "Ore piccole" veniva celebrata
originariamente all'inizio della giornata lavorativa. Il concilio vaticano
II ha soppresso questa Ora, che viene tuttora celebrata nelle Chiese
ortodosse e in alcuni monasteri; la Terza viene celebrata alla terza ora,
le nove del mattino, la Sesta a mezzogiorno e la Nona alle tre del
pomeriggio; i Vespri sono strutturati in modo simile alle Lodi e celebrati
al tramonto, normalmente prima di cena; la Compieta si recita di notte,
prima del riposo. Il concilio vaticano II ha vincolato quanti sono tenuti
alla recita dell'Ufficio a celebrare solo una delle tre Ore minori
rimaste; rimangono invece tutte nell'Ufficio ortodosso.
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V
Vescovo
Nelle Chiese cristiane, fin dalle origini, sacerdote principale,
governante e maestro preposto a una o più chiese, generalmente entro
un'area geografica limitata. Nella Chiesa cattolica, nelle Chiese
ortodosse e in gran parte di quelle anglicane, un vescovo (dal greco,
epískopos, "sorvegliante") è un ecclesiastico che, tramite la
consacrazione sacramentale, detiene un potere speciale di ministero nonché
speciali prerogative amministrative. Poche altre Chiese protestanti
riconoscono l'ufficio di vescovo, pur senza concedergli poteri sacerdotali
superiori; in esse il vescovo è semplicemente incaricato dai membri della
Chiesa di sovrintendere gli affari ecclesiastici.
Viatico
Nel cattolicesimo, l'Eucaristia amministrata a chi è in pericolo di vita.
Il viatico (dal latino, viaticum, "provvista di viaggio") può essere
ricevuto più volte nel corso della stessa malattia senza digiuno
eucaristico.
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