LITURGIA

Tempo liturgico

Le parole della Liturgia

 


Ecco una breve panoramica sui principali termini usati nella Liturgia.
A cura del Gruppo Ministranti "San Luigi Gonzaga"

 

A B C D E I L M N O P Q R S T U V

 

A

Abiti liturgici La pianeta, una lunga mantella senza maniche, è il paramento principale per la celebrazione della Messa; al collo viene drappeggiata una stretta banda detta stola. Pianeta e stola hanno diverso colore, in conformità dell'occasione del calendario liturgico o della festa celebrata. Sotto stola e pianeta si indossa il camice o alba, un indumento bianco, non ampio, lungo fino ai piedi, stretto in vita con una cintura, detta cingolo. La veste esterna del diacono è invece la dalmatica, dello stesso colore della pianeta del celebrante.
Negli anni Settanta è invalso l'uso di indossare una stola-camice, lunga tunica bianca senza cintura, sulla quale si indossa la stola dei colori prescritti dalla festa o dal periodo liturgico.

Abside (dal greco apsis, "cerchio", "arco" o "volta") Nella struttura di un edificio, proiezione generalmente a pianta semicircolare o poligonale delle pareti verso l'esterno, con il tetto a volta.

Acclamazione al Vangelo Espressione di gioia che si esprime con il canto dell’ alleluia(eccetto durante la Quaresima , nel cui periodo viene sostituito da un altro versetto).

Accolito Presso alcune chiese cristiane, un laico che assiste il clero nelle funzioni religiose, svolgendo compiti di modesta importanza. Gli accoliti possono essere adulti o ragazzi, detti chierichetti. Nella Chiesa cattolica, il termine si applica anche a un ufficio ecclesiastico mediante il quale si riceve ufficialmente il compito di assistere il diacono e il sacerdote. Questo ministero faceva parte degli ordini minori, fino alla loro eliminazione nel 1972 da parte di papa Paolo VI.

Acqua Battesimale E' l’acqua che viene ordinariamente benedetta il Sabato Santo e serve nell’ amministrazione del battesimo.

Acqua Benedetta Viene benedetta dai sacerdoti in una messa della domenica e in ricordo del battesimo; serve a benedire persone e oggetti e a segnarsi con il segno della croce.

Alleluia Il termine, derivato dall'ebraico halleluyah, "lodate il Signore", indica un'interiezione usata negli inni e nella liturgia della Chiesa ortodossa, della Chiesa cattolica e della Chiesa anglicana.

Altare Superficie o struttura sulla quale viene offerto un sacrificio religioso. Sebbene il termine indichi talvolta un centro di rito religioso, o di culto degli dei, e in numerose società non alfabetizzate i sacrifici vengano offerti senza altare, altare e sacrificio vengono generalmente associati alla storia religiosa dell'umanità.

Amen (significa “così sia”) E' l’assenso che il singolo fedele o l’assemblea pronunzia a conclusione di una preghiera.

Amitto E' un largo quadrato di stoffa bianca , munito di fettucce o nastri che i ministri pongono sulle spalle e avvolgono attorno al collo prima di indossare il camice, in maniera da salvaguardare dal sudore i paramenti.

Ampolline Sono due piccoli vasetti che contengono l’uno il vino e l’altro l’acqua, necessari per la celebrazione della Messa.

Anno liturgico E' il ciclo dei dodici mesi nei quali la chiesa mantiene vivi i Sacri Misteri, le feste e le memorie nella mente dei fedeli. Si divide in : AVVENTO- NATALE- QUARESIMA- PASQUA TEMPO ORDINARIO.

Assoluzione Termine della teologia cristiana che indica l'atto con cui il sacerdote, quale ministro di Dio, concede al penitente, al termine della penitenza sacramentale, la remissione dei peccati. Fondata scritturalmente per la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse, l'assoluzione è parte anche del rito anglicano, che tuttavia non considera la penitenza un sacramento istituito da Cristo. La maggior parte delle confessioni protestanti non ritiene la penitenza un sacramento e non riconosce pertanto la necessità di un'assoluzione sacramentale; i protestanti concepiscono l'assoluzione come la remissione dei peccati commessi dal peccatore contrito, ottenuta mediante l'ammissione personale e immediata delle proprie trasgressioni seguita da un'umile richiesta del perdono divino. Benché il termine "assoluzione" sia esclusivamente cristiano, la pratica di implorare penitenzialmente il perdono della divinità per le colpe personali è comune a quasi ogni religione.

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B

Baldacchino Struttura decorativa composta di un drappo di stoffa preziosa sostenuto ai quattro angoli da lunghe aste, in uso in Oriente fin dall'antichità a protezione del simulacro di una divinità, e diffusa nel mondo greco-romano come segno della presenza di un'autorità politico-religiosa. Il termine deriva dal nome di una seta importata da Baghdad intorno all'XI secolo, usata per realizzare coperture mobili o fisse dei seggi dei vescovi, degli altari, dei pulpiti e in generale delle aree ove veniva officiato il culto, per proteggere e distinguere i sacerdoti. Adottato nei secoli da principi e monarchi per impreziosire il trono, il baldacchino viene tuttora utilizzato dal papa e dalle autorità ecclesiastiche durante le processioni e nelle grandi assemblee all'aperto. Una versione domestica di baldacchino è quella in uso dal Medioevo come copertura aerea del letto, più o meno arricchita di stoffe e veli che cadono ai lati.

Basilica Nell'antica Roma, ampio edificio pubblico a pianta rettangolare; il termine passò poi a designare nel periodo paleocristiano tutte le chiese che presentavano elementi strutturali caratteristici della basilica romana.

Battesimo Termine derivato dal greco baptízein, "immergere", che nell'ambito della religione cristiana indica il rito di iniziazione celebrato con l'acqua, generalmente in nome della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo) o nel nome di Cristo. Le Chiese ortodosse e la Chiesa battista praticano il battesimo per immersione totale, mentre presso altre Chiese sono più comuni l'affusione (versare l'acqua) o l'aspersione. Numerose Chiese considerano il battesimo un sacramento, un dono della Grazia; altre lo percepiscono semplicemente come un rito ordinato da Gesù.

Battistero Nelle chiese cristiane, un edificio separato, o un'area all'interno della chiesa, nel quale si svolge il rito del battesimo. A partire dal IV secolo, durante il regno dell'imperatore romano Costantino I, ne furono edificati diversi di grandi dimensioni; dedicati di solito a san Giovanni Battista, erano a pianta circolare o poligonale. La zona centrale era generalmente sovrastata da una cupola in muratura o legno, sotto la quale si trovava il fonte battesimale, circondato da colonne; gli spazi fra le colonne erano chiusi da tende allo scopo di impedire agli astanti, raccolti nel deambulatorio oltre le colonne, di assistere al sacramento che avveniva tramite immersione completa. Quando il rito dell'immersione fu sostituito dall'aspersione, costruzioni di così grandi dimensioni divennero superflue.
Benedizione Invocazione formale del favore divino su persone o cose. Benedizioni sono menzionate frequentemente nell'Antico Testamento: la benedizione di Isacco (Genesi 27), degli israeliti da parte di Aronne e dei suoi figli (Numeri 6:22-26), di oggetti come il cibo (1 Samuele 9:13) ecc. Dispensate nel culto sin dall'epoca biblica, le benedizioni formano inoltre una parte importante delle cerimonie delle Chiese cristiane. Nella Chiesa cattolica, la forma più solenne di benedizione è quella del Santissimo Sacramento, un rito eucaristico durante il quale un sacerdote o un vescovo fa il segno della croce sui fedeli con un ostensorio contenente l'ostia consacrata; questo rito deriva dal costume del XIV secolo di esporre l'ostia per l'adorazione pubblica.
Benedizioni meno solenni vengono impartite facendo il segno della croce con la mano destra e invocando la benedizione della Trinità. Il rito cattolico contiene benedizioni per molti oggetti, dagli strumenti di devozione, come le corone del rosario, agli oggetti quotidiani e alle abitazioni.

Breviario, vedi ufficio divino.

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C


Camice, vedi abiti liturgici.

Campanile Torre campanaria a pianta circolare o poligonale, talvolta abbellita da diversi ordini di archetti ciechi e finestre (monofore, bifore, trifore, quadrifore); il campanile può essere incorporato nella struttura della chiesa o sorgere autonomo. Destinato a ospitare le campane che chiamano i fedeli alla preghiera, ha sempre avuto anche un significato civile: durante il Rinascimento, ad esempio, assurse in Italia a simbolo dell'orgoglio civico.

Cappella Edificio destinato al culto cristiano, che può essere autonomo, annesso a una chiesa o contenuto al suo interno, oppure formare parte di un complesso di strutture, come avviene in un monastero, un collegio o un palazzo reale (Cappella palatina). Il termine deriva dal tardo latino cappella ("piccolo mantello"), diminutivo di cappa ("mantello"), ed era il nome dato al santuario in cui nell'Alto Medioevo i re dei franchi avevano collocato la cappa di san Martino, vescovo di Tours e patrono di Francia. In seguito il termine fu applicato a ogni santuario che contenesse sacre reliquie, e il sacerdote incaricato del santuario fu detto cappellanus, cappellano. La parola assunse poi l'attuale, più ampio significato.

Chierichetti, vedi accolito.

Chiesa La comunità dei credenti in Gesù Cristo e il movimento storico che, derivato dalla sua vita e dal suo ministero, è giunto fino a oggi. I cristiani ritengono la Chiesa istituita per volere divino e sostenuta perennemente dalla presenza costante dello Spirito Santo.
Nel Nuovo Testamento (vedi Bibbia) la parola greca che indica la Chiesa è ekklesia, che significa "i chiamati", cioè i chiamati da Dio a formare una comunità nuova, fraterna e pervasa dalla grazia di Cristo.

Cingolo E' un lungo cordone che quando è necessario, stringe ai fianchi il camice

Compieta, vedi ufficio divino

Comunione,vedi Eucaristia

Consacrazione Atto con cui una persona o un oggetto vengono solennemente dedicati o riservati al servizio di Dio. Nella tradizione cristiana il termine "consacrazione" indica: 1) l'ordinazione dei vescovi e la benedizione di abati e badesse; 2) l'imposizione del carattere sacramentale alle materie eucaristiche, pane e vino, tramite vari riti, in particolare con le parole dell'istituzione nella Chiesa cattolica, nella Chiesa anglicana e in altre Chiese protestanti e con l'invocazione dello Spirito Santo nella Chiesa ortodossa orientale; 3) la dedicazione delle Chiese; 4) la consacrazione di altari, calici e patene da parte del vescovo con l'uso a volte del crisma, l'olio santo.

Croce Antico simbolo presente in molte culture ma associato in modo particolare alla religione cristiana.

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D


Diacono Nel cristianesimo, uno degli uffici più antichi del ministero ordinato. In tre passi neotestamentari (Filippesi 1:1; 1 Timoteo 3:8,12) i diaconi (dal greco, diákonos, "servitore") compaiono in stretto collegamento con i vescovi. Con l'affermazione del diaconato nella Chiesa antica, il diacono divenne assistente del vescovo, responsabile soltanto davanti a lui e da questi ordinato; il diacono incarna o rappresenta il ministero di servizio di Cristo.
Secondo la tradizione, il diaconato ebbe inizio quando sette uomini furono ordinati dagli apostoli perché servissero a tavola (Atti degli Apostoli 6:1-7). Seguendo questa tradizione, il numero dei diaconi che assistevano un vescovo fu a lungo limitato a sette; a Roma i sette diaconi si occupavano delle proprietà della diocesi ed esercitavano un potere notevole. Nel Medioevo, tuttavia, il diaconato perse questa funzione e questa preminenza, divenendo solo uno degli ordini maggiori, un gradino sulla via del sacerdozio.
Nella tradizione cattolica, le funzioni liturgiche del diacono comprendono l'aiuto o il servizio al celebrante. L'atto liturgico posto principalmente in relazione con il diacono è la lettura del Vangelo durante la celebrazione dell'Eucaristia.

Diocesi Nelle Chiese cristiane, il territorio soggetto alla giurisdizione ecclesiastica di un vescovo. In origine, a seguito della riforma istituzionale dell'impero romano di Diocleziano, il termine diocesi (dal greco, dioìkesis, "amministrazione") indicava le più estese ripartizioni politiche, a loro volta divise in diverse province, o eparchìe. Attorno alla metà del V secolo le diocesi dell'impero erano: Asia, Ponto, Oriente, Tracia, Macedonia, Dacia, Illiria, Italia, Africa, Gallia, Spagna e Britannia. Il governo della Chiesa, nell'ordinamento costantiniano, adottò questa divisione e il termine "diocesi", come altri termini tratti dall'amministrazione imperiale, entrò nella terminologia ecclesiastica. Dapprima riferito a una serie di Chiese metropolitane, o province (parrocchie), ciascuna sotto la cura di un arcivescovo, venne poi circoscritto a una singola area metropolitana (o provincia) e passò poi a indicare la giurisdizione locale di ogni vescovo.

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E


Eucaristia Uno dei sacramenti delle Chiese cristiane, celebrato da un ministro ordinato che consacra e distribuisce il pane e il vino obbedendo alla volontà di Gesù: "Fate questo in memoria di me". Nelle Chiese cattolica, ortodossa, anglicana, luterana e in molte altre Chiese protestanti è considerata un sacramento. I battisti e altri la ritengono un'"istituzione", sottolineando l'obbedienza a una prescrizione.

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I


Indulgenza Nella religione cattolica, la remissione totale o parziale dinanzi a Dio dei peccati di un fedele, vivo o defunto, concessa, come forma straordinaria di intercessione, dall'autorità ecclesiastica.
Nella Chiesa antica sacerdoti e vescovi imponevano severe pratiche penitenziali ai colpevoli di peccati gravi: digiuni, pellegrinaggi, flagellazioni e altre punizioni di maggiore o minore entità per un periodo di tempo determinato. Le autorità della Chiesa, col tempo, le sostituirono con opere di devozione (come preghiere e offerte) accompagnate da indulgenze.
Solo nel XII secolo la riflessione teologica si concentrò sulla questione delle indulgenze: in principio si verificò qualche opposizione alla pratica, ma verso la fine del secolo l'atteggiamento dei teologi divenne gradualmente più favorevole, mentre la concessione delle indulgenze divenne prerogativa del papa. Nel corso del Medioevo e in età umanistica si verificarono abusi nella concessione delle indulgenze: la loro vendita, in virtù della quale i benefici spirituali venivano ottenuti automaticamente, spinse Martin Lutero a spezzare i legami con la gerarchia cattolica, innescando la Riforma protestante.
La Chiesa cattolica concede ancora indulgenze, benché se ne sia semplificata la pratica sin dal 1967, con l'introduzione di riforme che limitano le occasioni in cui ottenere indulgenze e riducono i periodi corrispondenti.

Incenso Denominazione attribuita a vari tipi di essudati vegetali (Vedi gomma e resine naturali) contenenti oli volatili, che bruciando liberano nell'aria un intenso profumo. Generalmente l'incenso è costituito da una miscela di ingredienti, che possono comprendere olibano, storace, benzoino, corteccia di cascarilla, balsamo, cannella, mirra, legno di sandalo e muschio. Fin dall'antichità bruciare incenso è un rito tipico delle cerimonie religiose, e in particolare di quelle sacrificali, come si può osservare in una tavoletta del 1530 a.C., collocata sulla Sfinge di El-Giza in Egitto. L'incenso di olibano, prodotto in alcuni paesi orientali, anticamente veniva utilizzato anche nelle procedure di imbalsamazione. Un altro tipo di incenso viene ricavato da diverse varietà arboree, originarie delle regioni nordorientali dell'Africa e del Medio Oriente. Prima di essere bruciato, l'incenso deve essere indurito e trasformato in un materiale giallognolo e opaco. Dalla corteccia del peccio si ricava un tipo di incenso, dalla lavorazione del quale si ottiene la cosiddetta "pece di Borgogna", utilizzata un tempo in medicina come cataplasma.

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L


Lodi, vedi ufficio divino

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M


Messale Libro di preghiere che contiene quanto viene recitato o cantato nella Messa. Con il diffondersi della Messa privata, nella quale il sacerdote recitava integralmente la liturgia, se ne raccolsero gradualmente le parti in un unico libro. Per garantire uniformità il concilio di Trento nel XVI secolo pubblicò un'unica liturgia, il messale romano, e ordinò che venisse usato da tutte le chiese cattoliche che possedessero una liturgia propria da almeno due secoli. Da allora il messale romano venne rivisto tre volte: sotto i papi Clemente VIII nel 1604, Urbano VIII, nel 1634, e Leone XIII, nel 1884. Nel 1969 cominciò una quarta revisione di cui sono state pubblicate traduzioni in diverse lingue.
In breve, il contenuto del messale romano è il seguente: il calendario, che illustra l'anno, le sue parti, e il modo in cui fissare i giorni delle feste mobili; le Rubricae generales Missalis, che elencano i vari tipi di Messe, le loro norme e i riti; la Praeparatio ad Missam e la Gratiarum actio post Missam, che contengono devozioni da recitare prima e dopo la Messa; il Proprium Missarum de tempore, la parte principale del messale, che contiene la liturgia e i riti delle singole domeniche e delle feste; il Proprium Sanctorum, che fornisce dettagli per le feste dei santi e per le Messe dedicatorie e votive. Molti messali contengono anche un'appendice su Messe e santi locali.

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N


Natale Festa che ricorda la nascita di Gesù di Nazareth, celebrata in Occidente, dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese protestanti, il 25 dicembre, e dalle Chiese ortodosse il 6 gennaio, giorno in cui le Chiese occidentali celebrano invece la solennità dell'Epifania. Le due date sono del resto connesse fin dalle origini di questa festività che, pur considerata dal calendario liturgico di importanza inferiore soltanto alla Pasqua, si affermò non prima del IV secolo, sovrapponendosi a rituali pagani.

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O


Omelia Discorso che illustra il significato letterale e morale di uno o più passi della Bibbia. L'usanza di leggere la Scrittura durante le cerimonie religiose pubbliche e di spiegarne l'insegnamento con un linguaggio semplice e piano si diffuse tra gli ebrei già nei tempi antichi e fu adottato dalle Chiese cristiane antiche. In passato le raccolte di omelie erano largamente diffuse: una porzione significativa della letteratura medievale ha carattere omiletico.

Ordinazione Cerimonia liturgica in cui un membro di una comunità cristiana viene ammesso a un ministero ecclesiastico; riguarda sacerdoti o presbiteri, vescovi (per i quali si usa il termine "consacrazione") e diaconi. L'elemento centrale dell'ordinazione, comune a tutte le confessioni, è l'imposizione delle mani accompagnata da determinate preghiere, secondo la pratica neotestamentaria (Atti 6:1-6 e 13:1-3). L'ordine sacro differisce in alcuni dettagli nelle diverse confessioni. Ad esempio, durante la cerimonia di ordinazione cattolica il vescovo e tutti i sacerdoti presenti impongono le mani sull'ordinando (a significare che è la totalità della Chiesa che ordina), mentre in un'ordinazione battista impongono le mani sia membri del clero sia rappresentanti del laicato (indicando la funzione dei laici nella scelta dei ministri).La cerimonia di conferimento dell'ordine sacro è sempre stata parte della vita cristiana. Le prime ordinazioni avvennero quando Gesù scelse i discepoli all'inizio della propria missione (Marco 1:16-20) e nel giorno di Pentecoste (Atti 2), sebbene talvolta l'origine sia ricondotta all'Antico Testamento.

Organo Strumento a tastiera nel quale l'aria soffiata da un mantice viene sospinta in canne intonate ad altezze diverse per produrre il suono. Le canne possono essere semplici o dotate di ancia. Accompagna il canto dell’assemblea nelle celebrazioni liturgiche.

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P


Pasqua di Resurrezione Ricorrenza annuale del calendario cristiano che commemora la resurrezione di Gesù Cristo. Pasqua è una "festa mobile", dal momento che viene celebrata una domenica compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile. Le date di numerose altre feste religiose, che possono variare dalla domenica di Settuagesima (la IX domenica prima di Pasqua) alla prima di Avvento, vengono fissate in base alla data di Pasqua.
Legate alla celebrazione di Pasqua sono la Quaresima, periodo penitenziale di 40 giorni che comincia il Mercoledì delle Ceneri e termina il Giovedì Santo, la Settimana Santa, che inizia con la Domenica delle Palme, comprende il Venerdì Santo, giorno della crocifissione, e termina con Pasqua, e l'Ottava di Pasqua, che è costituita dagli otto giorni che seguono la domenica di Pasqua.

Pastorale E' un bastone alto e con il manico ricurvo, che il vescovo porta nella mano sinistra durante le cerimonie solenni. Come la mitra e l'anello, anche il bastone è un'insegna dell'autorità vescovile, e simboleggia l'autorità del vescovo, pastore del gregge di Cristo.
Pentecoste Nel cristianesimo, la festa celebrata la settima domenica dopo Pasqua, per commemorare la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli riuniti nel cenacolo durante la celebrazione della festa ebraica di rinnovamento dell'Alleanza, Shabuoth (Atti 2:1-4). Per la Chiesa antica costituiva l'occasione in cui si amministrava il battesimo.

Presbìtero Titolo conferito ai membri officianti di alcune chiese cristiane. Il termine, derivato dal greco presbýteros, "anziano", ha diversi significati: nell'Antico Testamento, un presbitero, normalmente il maschio più anziano della comunità, era il capo della famiglia o della tribù. Nell'antica Israele i presbiteri erano funzionari del governo civile e religioso e rappresentavano i membri laici del Sinedrio. Nella Chiesa antica, i presbiteri ricoprivano incarichi amministrativi nelle comunità locali e cooperavano con diaconi e vescovi. Il termine è usato da alcune moderne chiese protestanti, particolarmente dai mormoni della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi dell'Ultimo Giorno.

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Q


Quaresima Periodo di digiuno e penitenza osservato tradizionalmente dai cristiani in preparazione della Pasqua. Nel IV secolo la durata del digiuno quaresimale, nel quale si mangia frugalmente, venne fissata in quaranta giorni. Nelle Chiese orientali, che considerano giorni festivi sia la domenica sia il sabato, il periodo della quaresima è di otto settimane prima di Pasqua; nelle Chiese occidentali, che considerano giorno festivo solo la domenica, il periodo di quaranta giorni incomincia con il mercoledì delle Ceneri e dura, con l'esclusione delle domeniche, fino al giorno prima di Pasqua. Digiuno e mortificazioni ricevono un'attenzione diversa nelle Chiese protestanti che pongono l'accento sulla penitenza. La Chiesa cattolica ha attenuato le sue norme sul digiuno: in base a una costituzione del febbraio 1966, l'astinenza dalle carni è obbligatoria i venerdì di Quaresima, il digiuno il mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. La diocesi ambrosiana ha un calendario quaresimale diverso.

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R


Reliquia E' il corpo intero o parte o frammento del corpo di un santo o di un beato, il cui culto è autorizzato dalla Chiesa.

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S


Settimana Santa Nell'anno liturgico cristiano, la settimana che precede la Pasqua. Comincia con la domenica delle Palme; nel corso di questa settimana vengono officiati riti solenni che celebrano la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. L'istituzione dell'Eucaristia è al centro dei riti del Giovedì Santo; letture bibliche, preghiere e venerazione della croce in memoria della crocifissione caratterizzano il Venerdì Santo; durante il sabato santo si ricorda Cristo nel sepolcro; le funzioni della sera danno inizio alla celebrazione pasquale della resurrezione. La settimana santa è detta da cattolici e ortodossi anche "grande settimana" perché commemora le grandi opere di Dio in favore dell'umanità.

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T


Tabernacolo Nell'Antico Testamento, tenda eretta da Mosè, nella quale gli israeliti portarono l'Arca dell'Alleanza durante le peregrinazioni nel deserto (vedi Esodo 25-31, 35-40). Secondo 1 Samuele 3:3 la tenda fu poi sostituita da un edificio costruito a Silo (vicino a Gerusalemme) prima dell'epoca di Davide e denominato "luogo sacro" o sancta sanctorum. Nella Chiesa cattolica e nella Chiesa ortodossa, è chiamato "tabernacolo" il ricettacolo contenente gli elementi consacrati dell'Eucaristia.

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U


Ufficio Divino Serie di preghiere a carattere non sacramentale da cantare o recitare a determinate ore del giorno, destinate a santificare particolari momenti della giornata. La serie delle "Ore" si tenne regolarmente nelle cattedrali e nei monasteri a partire dal IV secolo. In origine venivano utilizzati il libro dei Salmi, letture o "lezioni" tratte dalla Bibbia e raccolte di inni e preghiere. Nel XIII secolo le Ore furono raccolte in un volume detto "Breviario", utilizzato privatamente dai monaci e dal clero. La recita dell'Ufficio Divino (dal latino officium divinum, "dovere divino") per la Chiesa cattolica è obbligatoria per i sacerdoti e per alcuni ordini femminili dal 1918. Il concilio vaticano II promosse una revisione del Breviario mutandone il nome in "Liturgia delle Ore".
L'Ufficio completo consiste di nove Ore. La vigilia, celebrata verso mezzanotte, sopravvive in rari monasteri; si celebra, ad esempio, alla vigilia di Pasqua; il mattutino è invece un lungo ufficio di salmi e letture celebrato all'alba. Il concilio vaticano II lo ha semplificato, denominandolo "Ufficio della Lettura" e autorizzandone la celebrazione in qualsiasi periodo della giornata; le Lodi, che seguono il mattutino, sono formate da tre o quattro salmi e da una lettura seguita da un cantico biblico. La prima delle quattro "Ore piccole" veniva celebrata originariamente all'inizio della giornata lavorativa. Il concilio vaticano II ha soppresso questa Ora, che viene tuttora celebrata nelle Chiese ortodosse e in alcuni monasteri; la Terza viene celebrata alla terza ora, le nove del mattino, la Sesta a mezzogiorno e la Nona alle tre del pomeriggio; i Vespri sono strutturati in modo simile alle Lodi e celebrati al tramonto, normalmente prima di cena; la Compieta si recita di notte, prima del riposo. Il concilio vaticano II ha vincolato quanti sono tenuti alla recita dell'Ufficio a celebrare solo una delle tre Ore minori rimaste; rimangono invece tutte nell'Ufficio ortodosso.

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V


Vescovo Nelle Chiese cristiane, fin dalle origini, sacerdote principale, governante e maestro preposto a una o più chiese, generalmente entro un'area geografica limitata. Nella Chiesa cattolica, nelle Chiese ortodosse e in gran parte di quelle anglicane, un vescovo (dal greco, epískopos, "sorvegliante") è un ecclesiastico che, tramite la consacrazione sacramentale, detiene un potere speciale di ministero nonché speciali prerogative amministrative. Poche altre Chiese protestanti riconoscono l'ufficio di vescovo, pur senza concedergli poteri sacerdotali superiori; in esse il vescovo è semplicemente incaricato dai membri della Chiesa di sovrintendere gli affari ecclesiastici.

Viatico Nel cattolicesimo, l'Eucaristia amministrata a chi è in pericolo di vita. Il viatico (dal latino, viaticum, "provvista di viaggio") può essere ricevuto più volte nel corso della stessa malattia senza digiuno eucaristico.

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